Come ben sapete, da diversi anni Associazione Margherita sostiene il gruppo di ricerca sulle Leucemie Mieloidi Acute pediatriche, dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, guidato dal Prof. Pession. In questi anni importanti passi avanti sono stati fatti anche grazie al nostro e vostro supporto: con l’acquisto di uno strumento fondamentale, il microscopio rovesciato in campo chiaro e contrasto di fase con videocamera integrata (sembrerà banale, ma i numerosi microscopi che il laboratorio già possiede non sono idonei per essere utilizzati sotto la cappa sterile e quindi quasi inutili per questo genere di ricerca) e con la tipologia di sostegno che forniamo, completamente libera e flessibile, per poter incontrare le necessità più impellenti del gruppo di ricerca.  
I ricercatori stanno cercando di comprendere quale sia l’origine della Leucemia Megacarioblastica (AMKL) pediatrica caratterizzata dalla presenza del gene di fusione ETO2-GLIS2. Si tratta di una forma di leucemia particolarmente aggressiva che si manifesta in bambini molto piccoli, al di sotto dei due anni, e per la quale purtroppo le attuali terapie non sono in grado di fornire una cura. L’ipotesi del gruppo di ricerca è che questa leucemia derivi dalla trasformazione neoplastica dei progenitori ematopoietici dell’ematopoiesi primitiva, cioè la fase più precoce dello sviluppo ematopoietico, che avviene durante lo sviluppo fetale dal sacco vitellino. Secondo questa ipotesi, per generare questo tipo di leucemia del bambino la lesione neoplastica, cioè la traslocazione che porta alla formazione di ETO2-GLIS2, deve avvenire durante l’ematopoiesi primitiva, e non durante le fasi successive dell’ematopoiesi embrionale.
I risultati ottenuti dal gruppo di ricerca guidato dal prof. Masetti, sono incoraggianti, perché sembrano supportare questa ipotesi.  Nei prossimi mesi l’equipe conta di confermare i dati ottenuti e di definire meglio il potenziale leucemogenico delle sottopopolazioni ematopoietiche. L’obiettivo è quello di arrivare ad identificare i potenziali meccanismi cellulari che supportano lo sviluppo di questo tipo di leucemia, in modo da poter definire dei possibili bersagli molecolari per nuove terapie mirate, più efficaci, che possano migliorare la prognosi di questi piccoli pazienti.

Una parte del team di ricerca: il Dr. Massetti, Dr. Nicola Salvatore Bertuccio e la Dr.ssa Laura Anselmi.

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