Laboratorio esperienziale: report di metà percorso

Come sanno molte tra le persone che ci seguono, la sinergia tra le onlus Associazione Margherita e Isola che c’è Onlus, insieme al Centro Specialistico contro i maltrattamenti all’infanzia Il Faro dell’AUSL di Bologna, consente la realizzazione del laboratorio a carattere psicoterapeutico “Esploriamo il nostro corpo e le nostre emozioni”, condotto dalle psicologhe Chiara Manzini e Rebecca Rubbini, con la supervisione del dottor Paolo Bergonzoni. Il progetto bolognese continua il percorso iniziato a settembre 2011 è attualmente accoglie un gruppo di 7 preadolescenti (età media 12 anni, 4 maschi e 3 femmine) seguiti dai Servizi Sociali del Comune di Bologna e provincia.

Laboratorio

La maggior parte dei ragazzi è stata allontanata dalla famiglia per maltrattamenti fisici, grave trascuratezza, abuso e sfruttamento sessuale, esposizione a violenza domestica. Molti di loro sono stati considerati non trattabili dal punto di vista psicoterapeutico individuale, per tale motivo si è pensato all’attività di gruppo. I ragazzi sono stati individuati secondo alcuni criteri come, ad esempio, la gravità del maltrattamento ricevuto, la necessità di avere garantite cure adeguate e congrue alle caratteristiche del danno evolutivo subito, la totale assenza di qualsiasi altro trattamento già in atto.

Chiara Manzini e Rebecca Rubbini ci aggiornano sulle difficoltà affrontate fin qui.

Dei 9 ragazzi che hanno iniziato, 2 ragazzi hanno interrotto il laboratorio dopo un solo incontro: uno per scarsa motivazione, l’altro a causa di mancata informazione da parte dei Servizi; in questo secondo caso è stato necessario gestire la reazione di un padre piuttosto aggressivo davanti al minore stesso. Gli altri 7 iniziali hanno partecipato con una certa difficoltà e resistenza dovuta alla mancata motivazione da parte degli adulti di riferimento, che hanno spesso presentato il progetto non come occasione di cura e di crescita personale, ma come un obbligo pari alla scuola; ad es. alcuni dei ragazzi hanno dovuto rinunciare ad impegni sportivi già presi senza ricevere un’adeguata spiegazione.

Un altro elemento critico è rappresentato dal fatto che 5 di loro vengono da fuori Bologna (4 da Imola e 1 da Rimini) e questo aumenta l’onerosità dell’impegno reale e percepito dai ragazzi che, nei giorni in cui frequentano il laboratorio, si ritrovano a dover fare i compiti la sera dopo cena. Da parte nostra c’è stato un grosso lavoro sia sulla motivazione sia sull’ascolto e la ridefinizione delle criticità portate dai ragazzi stessi.

Il nodo più complesso è rappresentato dalla relazione con i Servizi di riferimento dei minori, non sempre collaborativi e puntuali nelle comunicazione anche importanti. Tutto ciò ha portato alla necessità di aprire nuovamente le iscrizioni a gennaio 2012 e ad aggiungere nuovi iscritti al laboratorio, oltre all’organizzazione di un incontro di riflessione e confronto con i referenti dei Servizi stessi.

Attualmente  la situazione è la seguente (per rispettare la privacy i bambini sono indicati con iniziali):

  • Iscritti: iniziali 12, presentatisi 7, ritirati 2 , nuovi iscritti a gennaio 2.
  • Partecipanti: 9 di cui 5 maschi, 4 femmine.
  • Età media: 12 anni circa
  • Nascita: 5 da genitori italiani, 3 da genitori stranieri.
  • Collocazione abitativa/situazione familiare: M.F.: con la madre in luogo segreto; C.M.: famiglia affidataria; Y.R.: con la famiglia di origine al momento; S.G.: in comunità; G.B.: in comunità; G.T.: in comunità; A.C: in comunità.
  • Motivo della partecipazione: abuso fisico intrafamiliare; grave trascuratezza e maltrattamento; incuria grave, violenza assistita, esposizione ad atti sessuali e materiale pornografico; trascuratezza grave e sospetto abuso sessuale extrafamiliare; abuso fisico, psicologico, violenza assistita; violenza assistita, abuso fisico; sospetto abuso sessuale extrafamiliare; incuria, trascuratezza, violenza assistita; trascuratezza e incuria.
  • In carico ai servizi: tutti.

Il progetto terminerà a fine dicembre 2012 per un totale di 27 incontri, intercalati da verifiche e restituzioni delle conduttrici con i servizi invianti, con Il Faro, con gli adulti di riferimento dei ragazzi.

Siamo a metà del percorso: dopo un periodo iniziale difficile, che ha visto il gruppo modificarsi più volte perché alcuni ragazzi non hanno avuto la capacità di continuare, ora il gruppo sta sviluppando il lavoro con coinvolgimento e impegno emotivo e questo fa pensare a un buon esito finale.

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